Novelle Toscane

Contessa Lara (Leggi la biografia)

Edizioni: 'il Poligrafo'

Scritte tra il 1880 e il 1890 le Novelle toscane costituiscono la prova migliore dell'ampia produzione in prosa di Everlina Cattermole (1849-1896), celebre scrittrice e giornalista nota con lo pseudonimo di Contessa Lara.

Caratterizzate dalla fedeltà ai dettami del realismo allora in voga e arricchite di capacità introspettiva, le Novelle si sviluppano attorno a un'indagine scrupolosa dell'animo umano, compiuta alla luce di un'esperienza personale divenuta metodo di comprensione dell'umanità.

Quasi come a raccoglierne le segrete confidenze, l'autrice si accosta ai personaggi per condividere esperienze e sentimenti che poi restituisce con quel gusto e quella precisione che caratterizzano il suo particolare stile narrativo.



  • Curatore: C. Caporossi
  • Editore: Il Poligrafo
  • Collana: Graphie
  • Formato: Brossura
  • Anno: 2008
  • Pagine: 206
  • ISBN: 8871155955

Le recensioni:

Quando, nel 1892, Evelina Cattermole, celebre sotto lo pseudonimo "Contessa Lara", colloca al centro del romanzo L'innamorata (a cura di Riccardo Reim, pp. 205, € 12, Avagliano, Roma 2007) una cavallerizza da circo, non fa che riproporre un fantasma erotico già presente nei sogni dei suoi contemporanei.
Era una cavallerizza la protagonista della Falsa amante (1841)di Balzac, Malaga; tra realtà e letteratura, aveva poi sedotto il pubblico parigino Céleste Mogador, che in una fortunata autobiografia del 1854 aveva raccontato, con pari compiacimento, le sue prodezze di acrobata e le sue avventure di cortigiana.
È soltanto nelle prime pagine de L'innamorata, però, che vediamo Leona, detta "La perla di Granata", volteggiare in groppa al suo destriero arabo.


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La raccolta di novelle recentemente curata, con passione e acribia, da Carlo Caporossi, ci invita alla scoperta di un altro versante dell'opera della scrittrice: la produzione narrativa con cui si conquistò un posto di primo piano nel giornalismo del tempo.
Figlia di una pianista e di un avventuriero di origine scozzese, Evelina era cresciuta nel mondo cosmopolita degli artisti fiorentini, e proprio a Firenze aveva raggiunto, a diciott'anni, una certa celebrità con una raccolta di poesie, Canti e ghirlande (1867).
Al successo del volume contribuì probabilmente la sua bellezza eterea e delicata; quando il matrimonio con un giovane militare, figlio di un uomo politico celebre, Pasquale Stanislao Mancini, la condusse nel 1871 a Milano, il salotto della contessa Maffei la accolse come...


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